CAMPUS SCUOLA PAVIA - P.LE GAFFURIO

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Case di legno e futuro economico-architettonico: un bene anche per gli alberi

 

Sono le ore 14,30 di un pomeriggio caldissimo e afoso. Ci troviamo a Pavia, in piazzale Gaffurio, dove attendiamo un centinaio di studenti del Politecnico ai quali Claudio Giust e Luigi Peruta presenteranno un edifico di quattro piani costruito interamente in legno. Gli studenti arrivano in massa, come è tipico delle scolaresche, accompagnati dai loro insegnanti della Facoltà di Ingegneria. Con qualche ombrellone gli organizzatori cercano di creare delle zone d’ombra per poter avere un minimo di sollievo dal sole i cui raggi cuociono letteralmente la terra. Gli ospiti, tutte persone di estremo riguardo,  arrivano alla spicciolata. Nel frattempo si distribuiscono bottigliette d’acqua fresca per aiutare i nostri futuri ingegneri a sopportare la calura di un giorno estremamente bollente.

Non appena terminate le formalità e le presentazioni l’architetto Valentina Furlan presenta gli ospiti: il dottor Claudio Giust, Presidente di case ed edifici a struttura di legno, Presidente di “Promolegno” e Presidente di “La Edilegno” – l’azienda  che si è occupata della realizzazione della struttura di legno  su quattro piani che sta alle spalle dell’uditorio. Il Presidente Giust, uomo di grande spirito e di acuta intelligenza oltre che di grande esperienza specifica nel settore, simpaticamente, si schernisce di fronte all’elenco delle presidenze che ricopre ed inizia, invece, a snocciolare dati importanti relativi a questo settore, sconosciuto ai più, ma in crescita significativa  negli ultimi anni.

Giust afferma che questi tipi di costruzione hanno avuto un significativo incremento  anche se la Edilegno, a partire dal 1976, faceva  già telai di edifici in legno. Mentre l’ultima statistica che risale al 2012 ci dice che  solo  il cinque per cento di case di questa tipologia è stato edificato,  rispetto al modo tradizionale di costruire, nel 2013 il numero di queste costruzioni è salito al 17.1 per cento. Il dottor Giust, uomo estremamente simpatico e ironico, ci spiega il perché del 17.1 per cento.  E afferma : “Il 17 è un  numero importante che non gioco mai anche quando vado al Casinò. Non porta fortuna per me. Questi dati sono molto incoraggianti perché se in un anno siamo riusciti, nonostante la crisi del mondo del cemento, a realizzare un 12 per cento  in più, questo risultato fa chiaramente intendere che all’interno di questo settore c’è qualcosa che crea la differenza , ai nostri giorni. I punti focali di questa differenza, oltre ai vantaggi che scopriremo poi, sono dati anche dalla tempistica nella realizzazione di queste strutture”.

Da sin. Arch. Peruta, Sindaco di Pavia, console Astriaco,  Dr-. Just

Da sin. Arch. Peruta, l’ex Sindaco di Pavia Cattaneo, il console Austriaco, il Dr. Giust

Rivolto agli studenti, il dottor Giust fa rilevare che in questa costruzione sono stati utilizzati mille metri cubi di legno. Vedendo un’aria un po’  esterrefatta sul viso di qualche studente, continua: “Voi vi chiederete quanti alberi abbiamo tagliato. In effetti ne abbiamo tagliati tanti, per ottenere questa quantità di legno. Ma tagliando questi mille metri cubi di legno, abbiamo eliminato anche mille metri cubi di CO2. In questo modo il carbonio l’abbiamo stoccato nelle pareti e abbiamo liberato dell’ossigeno  piantando per ogni metro cubo di legno due nuovi alberi che produrranno più ossigeno di quelli vecchi che abbiamo tagliato.

Voi sapete che il 75 per cento degli alberi, in Italia, ormai sono vecchi.

Bisogna quindi tagliarli perché sono saturi e non producono più ossigeno. Ogni 10 secondi di crescita naturale gli alberi producono un volume di legno pari a tutto quello che abbiamo utilizzato per costruire questo immobile. E’ evidente quindi il vantaggio che si ottiene tagliando gli alberi saturi e piantando alberi nuovi che restituiranno all’aria molto più ossigeno di quelli tagliati. Il saldo tra alberi tagliati e nuove piantumazioni darà un saldo attivo a favore dell’immissione in atmosfera di ossigeno. Credo che questo sia un segnale importante che noi lasciamo a voi in eredità e che voi potrete lasciare ai vostri figli, proseguendo su questa strada”.

Personalmente mi devo complimentare con il dottor Giust perché in pochi minuti è riuscito a farci comprendere la differenza tra edilizia tradizionale e costruzioni in legno ed i vantaggi che questa seconda porta all’ambiente. E’ la volta ora dell’Ingegnere Alessandro Cattaneo, in quel giorno ancora Sindaco di Pavia. Il Sindaco confessa che durante la prima visita di Giust nei suoi uffici, era rimasto positivamente stupito e impressionato dalla presentazione di questa nuova iniziativa. Il Sindaco afferma innovazione e novità in progetti come questo,  a lui sottoposto è stata una costante nel dirigere le sue scelte. Afferma quindi di aver accettato di buon grado e di aver appoggiato questa iniziativa, percepita come innovativa e buona per l’ambiente. Si complimenta  con Giust per i risultati ottenuti nel settore, in questi anni. Rileva che, purtroppo, la cultura del legno, in Italia, è ancora ben lungi dall’essere un argomento ben conosciuto come avviene in altre nazioni del nord Europa. Afferma altresì che è facile comprendere come ben si coniughi il reimpianto degli alberi ed il loro utilizzo nel settore costruttivo perché, oltre a non danneggiare il verde, si contribuisce a dare allo stesso nuova vita. Conclude dicendo che il tema della riqualificazione degli edifici urbani vedrà sempre di più, nel futuro, l’utilizzo di materiali innovativi e differenti dal cemento. E questa è una nuova cultura che devono diffondere anche le Amministrazioni Pubbliche, per migliorare l’ ambiente e contenere i consumi di energia.

Cattaneo conclude ringraziando il Console Commerciale austriaco per aver accettato di prendere parte a questo importante  evento che rappresenterà sicuramente il primo gradino di una scala che porterà in alto il settore delle costruzioni in legno.  Il Console ringrazia per l’invito ed esprime la sua felicità di poter prendere parte a questa “inaugurazione” che vede il suo paese, l’Austria, fornitore di tutto il materiale di legno che costituisce la struttura del palazzo. Si, perché gli alberi dall’Italia vanno in Austria dove vengono costruite travi, pannelli e pareti  che servono per il montaggio  di queste strutture. Aggiunge che gli studenti hanno la possibilità di vedere per l’ultimo giorno la struttura che reggerà l’intero palazzo perché, a partire dal giorno successivo, il legno verrà coperto dalle pannellature interne ed esterne che ne occulteranno l’esistenza. Sottolinea, inoltre, che l’Austria è uno dei principali fornitori europei di questi materiali e, tra gli utilizzatori extraeuropei, sono orgogliosi di annoverare le forniture al Giappone. L’Italia è il secondo partner commerciale, relativamente a questi materiali, dopo la Germania e prima della Svizzera. Il legno rappresenta una voce molto importante dell’esportazione austriaca e ha superato abbondantemente la rilevante somma di un miliardo di euro l’anno. In Austria le costruzioni in legno sono molto diffuse sia nel settore pubblico che nel privato. Nella città di Vienna si costruiscono gli alloggi sociali con struttura in legno. Alcune imprese hanno progettato costruzioni di oltre 20 piani, ovviamente, tutte a struttura portante di legno. Il Console a questo punto ricorda il progetto austriaco all’interno dell’EXPO 2015. Tutto questo padiglione sarà di legno e intorno ad esso ci sarà un bosco di 2000 mq. che si inquadra nel tema generale di questa grande manifestazione intitolata :” Nutrire il pianeta, energia per la vita”. I vincitori del concorso del progetto austriaco hanno tenuto conto del fatto che la prima energia della vita è l’aria che respiriamo.  E quale miglior produttore di aria pura  può essere più efficace di un bosco? Per concludere, il Console invita a visitare il padiglione austriaco, in occasione dell’EXPO 2015, e si augura di poter vedere anche a Pavia,  per mezzo del legno, qualche pezzo di Austria in più.

Foto IP

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Chiude l’evento l’architetto Luigi Peruta, titolare di “Geo project” e vicepresidente di “Assolegno gruppo costruttori”, ringraziando  le autorità presenti. L’architetto torna sulle perplessità che si possono ingenerare nella mente delle persone quando sentono parlare di utilizzo del legno. Fatalmente, forse per un’errata politica verde, è invalsa l’idea che l’utilizzo del legno corrisponda all’abbattimento di boschi e foreste.  Ma non è così. L’utilizzo del legno, al contrario, fa sì che si dedichi cura e attenzione ai boschi e alle foreste e che si tenga pulito anche il sottobosco. L’intervento che gli studenti stanno osservando, dice Peruta, è stato dettato dalla mia personale passione e conoscenza di questo materiale oltre che per motivi ecologici e per la velocità di realizzazione dei progetti. In modo particolare uno dei dati rilevanti ai quali bisogna porre attenzione è il risparmio energetico e qui, il risparmio è estremamente sensibile. Un altro fattore che  ha spinto all’utilizzo del legno è dato dai tempi stretti con i quali bisognava consegnare l’edificio finito e, ad oggi, nessun altra tecnologia permette tempi così rapidi di avanzamento. Praticamente, avendo ritirato il permesso a costruire a gennaio, la struttura del palazzo in sei mesi è completamente finita, nonostante alcuni rallentamenti imputabili a fatti puramente burocratici. Per dare un’idea dei tempi, l’architetto Peruta fa presente che, a fine febbraio, la struttura di quattro piani era completa fino al tetto. Peruta ringrazia l’imprenditore privato, committente unico di questa opera innovativa, per aver creduto e per aver accettato di realizzare in Pavia una costruzione che certamente segnerà il primo passo verso l’utilizzo sempre più massiccio della tecnologia legata a questo materiale.

La manifestazione si conclude con una visita guidata degli studenti all’interno di questa “grande casa di legno” dentro la quale si respira un’aria profumata di essenze e dove il caldo è estremamente contenuto.

Sono contento di aver conosciuto questa tecnica costruttiva e di aver compreso che utilizzare il legno, non è equivalente al disboscamento e alla desertificazione dei territori. Lo dovrebbero sapere anche coloro che, ammantati di verde, spesso si oppongono e boicottano operazioni che, al contrario, migliorano la qualità stessa di boschi e foreste.

Giuseppe-Crespolini_avatar_1378071259-100x100Beppe Crespolini

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