"Il futuro delle imprese e i vantaggi del legno"

Italia Post

 

L’INTERVISTA. Luigi Peruta: “Il futuro delle imprese e i vantaggi del legno”

 

Si parla in tanti dibattiti di crisi della rappresentatività dei cosiddetti “organismi sindacali” con i quali si identificano sia le organizzazioni delle diverse categorie che compongono il mondo del lavoro.

In effetti, non siamo abituati a pensare a confindustria come ad un sindacato ma, in effetti, lo è. Ogni organismo che vuole rappresentare una categoria ha la funzione di sindacato. Quello che ci interessa analizzare, in tappe successive,  è quanto sia vero che queste organizzazioni rappresentano tutte le aziende iscritte o simpatizzanti  o quanto invece sia altrettanto vero che alcune realtà poste al vertice, rappresentino una ristretta cerchia di aziende che per dimensione assumono importanza rilevante all’interno della struttura.

lp1Lascio, per ora, anche  l’analisi del mondo sindacale deputato alla difesa dei ceti  più deboli,  vale a dire  di coloro che appartengono al mondo del lavoro dipendente, perché vorrei trattarlo in separata sede, utilizzando interviste e pareri di lavoratori e di delegati sindacali ponendo loro la stessa domanda: “Vi sentite ancora rappresentati dal vostro sindacato, oppure è successo lo stesso scollamento verificatosi nella classe politica tra base e vertici?.

La risposta la conosco già ma, onde evitare che sia una lettura personale,  preferisco che me la  confermino le persone che vivono all’interno di queste realtà.

Oggi, parto con un’intervista al vice presidente di nomina abbastanza recente di Assolegno Gruppo Costruttori:l’architetto Luigi Peruta (nella foto).

Siamo in tema di rappresentanza e, ovviamente, la prima domanda va in quella direzione. E la risposta sottolinea l’importanza dell’Associazionismo come alleanza comune per meglio affrontare le difficoltà identificate nel rapporto con le banche, per orientarsi nel muro di nebbia della burocrazia, per comprensione di bandi che sembrano scritti per non essere compresi se non da chi li ha scritti e per i servizi che  le rappresentanze dovrebbero dare agli iscritti.

lp2Il settore legno, rapportato all’edilizia, nonostante le dichiarazioni di sostegno pronunciate a più livelli per incentivare l’edilizia sostenibile, ha il fiatone come tutto il comparto delle costruzioni.

“Come lo si può rilanciare?”. E’ questa la seconda questione sulla quale interrogo  il Vice Presidente Peruta.

La risposta non poteva non prendere le mosse dalla crisi che si è scatenata anche sul nostro paese, rallentando fino a fermare il settore delle costruzioni; è un dato di fatto dal quale non si può prescindere.  E dalla rappresentanza ci spostiamo più verso il corpo del settore legno.

Ma io voglio qualcosa di più dall’architetto perché la motivazione, assolutamente vera, non proietta luce nel futuro ed è a quello che io voglio puntare.

Ed ecco le parole che volevo sentire.

“ Bisogna pensare al patrimonio già esistente. Ristrutturare, recuperare spazi, ad esempio i sottotetti, alzare di uno o due piani gli edifici esistenti, senza compromettere il paesaggio, soprattutto nelle grandi metropoli, ecco alcune linee guida alle quali ci si potrebbe attenere per rilanciare il settore e per creare occupazione”.

Condivido e avanzo una perplessità: “Elevare in altezza con il legno?”

“ Certamente. Il legno offre notevoli vantaggi sia dal punto di vita statico per la sua leggerezza che per l’elevato grado di anti-sismicità,  data dalle sua capacità elastica.

Per ottenere costi accettabili è necessario , inoltre,  che l’edilizia marci verso un sistema industrializzabile;  mi spiego: la tecnologia costruttiva che impiega il legno come materia prima,  permette ai progettisti di  far giungere in cantiere intere pareti,  curate nei minimi dettagli e predisposte per incastri con il resto della struttura. Il carpentiere dovrà limitarsi a posizionare le travi che sorreggono i solai e le coperture. Il minor peso della struttura, permette di progettare in elevazione con carichi minori e di mettere  mano anche ad edifici esistenti per recuperare spazi in altezza”.

Intervengo asserendo che io sono un difensore del verde e che mi trova d’accordo su tutte le soluzioni che lo possono salvaguardare. E’ evidente che se si progetta in orizzontale, tanto territorio viene cementificato.  Succede poi che il terreno sottratto al verde risenta di questi interventi dissennati, non assorbendo più le piogge e facilitando alluvioni o altri sconquassi derivanti da interventi poco opportuni.

L’architetto Peruta aggiunge:” E’ ovvio che condensare in un’intervista le problematiche legate al mondo delle costruzioni è limitativo. Ci sarebbero testi da scrivere in merito. Ma questo modo di costruire rilancerebbe il comparto del legno e introdurrebbe una nuova cultura nel settore delle costruzioni oltre a rivitalizzare il comparto costruttivo che è in sofferenza. Oggi, per lo più, si pensa alle costruzioni in modo tradizionale e la voce che più circola è calcestruzzo. Ma dovranno essere le università a preparare i futuri progettisti, dando loro una visione più ampia del termine “edificare” perché, fino ad oggi, se ne è fatto un uso limitativo e unidirezionale. E’ evidente che i vantaggi delle costruzioni in legno si ripercuotono anche nel risparmio energetico perché il legno, già di per sé, è un materiale a bassa conducibilità termica.

 Da uno studio condotto dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sul risparmio di CO2 derivante dall’utilizzo del legno risulta evidente che l’uso del legno quale materiale edile al posto di calcestruzzo, mattoni o acciaio permette di risparmiare 1,1 tonnellate di CO2 per ogni m3 costruito.

La sostituzione sistematica del legno rispetto ad altri materiali da costruzione ad alto fabbisogno energetico e difficili da smaltire rappresenta un sicuro investimento ai fini della protezione del clima. Alcuni esempi: Costruendo con legno invece che in mattoni i muri esterni di un edificio si produce il 75% di CO2 in meno. Un metro cubo di legno d’abete utilizzato nell’edilizia evita l’emissione di circa una tonnellata di gas nell’atmosfera, con conseguente riduzione dell’effetto serra.

lp3Il viso di Peruta si illumina quando parla del legno con il quale ha un rapporto di elezione.  La conversazione è talmente piacevole che abbiamo dimenticato entrambi il tema sul quale eravamo partiti e cha abbiamo solo abbozzato. Sarebbe lungo spiegare  che, anche in caso di incendio, se ben progettate, le strutture in legno danno garanzie uguali se non superiori alle strutture tradizionali in calcestruzzo. A noi può sembrare strano perché abbiamo sempre considerato il legno qualcosa da bruciare nelle stufe o nei camini per  “ creare atmosfera” oltre che per scaldare. Ma pare che non sia proprio così.

Il rumore di un camion carico di travi ci distoglie dalla piacevole conversazione non prima che ponga l’ultimo quesito.

“Lei pensa, architetto, che il tempo renda giustizia al sistema costruttivo che utilizza il legno e che possa  intaccare e magari superare il cemento?”

La risposta che attendevo arriva puntuale. L’architetto considera utopistico un veloce incremento delle strutture in legno, non tanto per il materiale in sé ma piuttosto per interessi lobbistici legati al cemento. Il giorno nel quale le lobbies del cemento  indirizzeranno il loro interesse verso questo sistema costruttivo, allora si vedrà l’avanzata veloce delle costruzioni di legno e capiremo che l’ambiente ne trarrà un grande beneficio.

Come prima infarinatura mi basta. Mi riprometto di tornare sull’argomento e di  terminare il discorso sulla rappresentatività delle imprese legate ad Assolegno, che era il tema di partenza.

Ringrazio con una cordiale stretta di mano il mio interlocutore  con l’impegno a riprendere il discorso per andare più in profondità.

Giuseppe-Crespolini_avatar_1378071259-100x100Beppe Crespolini

giuseppe.crespolini@italiapost.info

 
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ITALIA POST